ANGELO COLOSIMO
E I SUOI SPETTACOLI TEATRALI

Il Teatro prodotto da Wobinda Produzioni



Tra i progetti di produzione live e spettacoli dal vivo di Wobinda Produzioni spicca il teatro di Angelo Colosimo, attore tra i più interessanti con all’attivo ben tre spettacoli da lui scritti e interpretati, andati in scena in numerosi teatri e festival in tutta Italia.
Wobinda cura la produzione, la promozione e la distribuzione di questa ideale trilogia. Definire monologhi “Bestie rare“, “L’Agnello di Dio” e “Simu e pùarcu” è corretto dal punto di vista tecnico, ma riduttivo dal punto di vista della performance. Colosimo infatti porta sul palco una selva numerosa di personaggi e situazioni, proiettando lo spettatore in una scena viva e resa ancora più pulsante dall’utilizzo voluto della “lingua calabra”, parlata dialettale affilata che l’interprete riesce comunque a rendere comprensibile ad ogni tipo di pubblico.

Bestie rare

Angelo Colosimo Bestie Rare Wobinda Produzioni Live


Il monologo racconta la storia di un bambino che si trova catapultato in una situazione paradossale.
Da una semplice marachella dai risvolti tragi-comici, emerge un substrato culturale cinico e spietato di un piccolo paesello della Calabria, pronto a giudicare e condannare senza remore anche se l’imputato del “tribunale popolare” è poco più di un bambino.
Quello che all’inizio può sembrare un semplice gioco “pericoloso” da ragazzini, fatto per ammazzare il tempo, si rivelerà un gesto calcolato di vendetta.
Una vendetta dovuta a soprusi, stupri e storie di pedofilia consumate da un Prete, uomo apparentemente virtuoso e rispettato dalla comunità, che servendosi di persone con disturbi mentali, adesca bambini per i suoi giochi viziosi.

Scritto e interpretato da Angelo Colosimo
Regia di Roberto Turchetta

Premio Drammaturgie Nascoste – Teatro Valle 2012
Premio Brisa Bologna 2016
Finalista Cassino Off per il teatro civile

Torna all’indice

L’Agnello di Dio

Angelo Colosimo Agnello di Dio Wobinda Produzioni Live


Il monologo è incentrato sulla figura di una donna, aggrappata alla fede, segnata da un destino di emarginazione e solitudine. Sospesa in un soliloquio assurdo, narra la sua tragedia cadenzandola attraverso l’ossessiva ripetizione di preghiere, passi del Vangelo e versetti biblici rivisitati in modo grottesco dalla prospettiva peculiare della sua follia. Le canzoni attinte dalla tradizione popolare anticipano le sequenze della sua stessa narrazione celandone i contenuti. La tragedia si ibrida con le forme ludiche di una comicità surreale e straniante dove i fantasmi del passato si palesano dinanzi ai suoi occhi senza mai darle tregua. È una donna disturbata che vive un presente eterno nel quale i fili della memoria fanno riemergere un sottofondo di sofferenza e tragedia: un marito amato profondamente che muore per un infarto dopo aver fatto l’amore con lei; una creatura nata da quella tragedia e da quell’ultimo atto d’amore. Una follia che si insinua nelle piaghe del quotidiano fino ad esplodere nell’estremo gesto dell’uccisione del figlio tanto amato.

Scritto e interpretato da Angelo Colosimo
Regia di Roberto Turchetta

Testo Finalista premio Testori 2015
Prima Nazionale “Segreti d’Autore” direttore artistico Ruggero Capuccio

Torna all’indice

Simu e pùarcu

Angelo Colosimo Simu e pùarco Wobinda Produzioni Live


Con questo spettacolo si chiude un cerchio, il terzo monologo di una trilogia che racconta la famiglia e l’infanzia nelle sfaccettature più atroci e agghiaccianti. Ancora una volta Colosimo mette in luce il tema familiare in un’accezione allargata alle dinamiche n’dranghetistiche: una famiglia nella famiglia, che si riunisce nel ventre di una campagna per l’uccisione di un maiale, una ritualità dovuta, quasi necessaria, legata alla tradizione più arcaica e contadina. L’uccisione di un “Pùarcu” che serve a sfamare bocche fameliche e a dare sostentamento per gli anni futuri. Forte risulta la contaminazione del mito di Atreo, che in questo testo viene rivisitato e travestito, dipinto e manipolato ad arte. Il mito che si intreccia fortemente con la vendetta familiare, “sangue chiama sangue”, portata alle estreme conseguenze nella sua ripercussione sui discendenti. Una gestione del potere basata sui tentacoli parentali, dove tutti hanno dei ruoli da rispettare e che anela a tenere le cose sempre uguali. Anche questa volta la vendetta come unico spiraglio, unica soluzione per lenire la rabbia. Le regole sono chiare: chi sbaglia paga. Ma anche chi non sbaglia non è immune da colpe.

Scritto e interpretato da Angelo Colosimo
Regia di Roberto Turchetta

Prima Nazionale Napoli Teatro Festival 2017
Premio Calandra – miglior interprete 2019

Torna all’indice

˵

Angelo Colosimo


Angelo Colosimo, Lamezia Terme, 04/08/1980. Laureto nel 2008 al DAMS presso l’Università di Bologna. Dal 2001 le prime esperienze con il pubblico. Con il Teatro Ragazzi porta in scena più di 10 spettacoli l’anno. Nel 2007 entra nella scuola attori presso il Teatro Due di Parma e lavora con: Valerio Binasco, Claudio Longhi e Walter Le Moli. Dal 2007 collabora con Francesco Brandi, con cui dal 2007 al 2011 porta in scena Tutta colpa degli uomini con Margot Sikabonij. Nei successivi 10 anni: da E.Sanguineti con Storie Naturali, a F.Mangolini Il vecchio innamorato, fino al 2011 con lo spettacolo per la città di Bologna Bologna 150 con F. Mazza e V. Franceschi, e lo spettacolo Dozza un Uomo (al) Comune.
˶